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mal di schiena sul lavoro

Mal di schiena sul lavoro

Un recente studio dimostra che 8 soggetti su 10 lamentano mal di schiena sul lavoro …

Le cause del mal di schiena sul lavoro

La maggior parte delle aziende che si affacinano sul mondo del lavoro oggi, ha a che fare con la produttività, la concorrenza e la burocrazia . Questi elementi hanno inevitabilmente portato alla creazione di una postazione di lavoro ottimizzata. Sfortunamente in questo caso il concetto di ottimizzare non ha un’accezione particolarmente positiva.

Molte volte ci troviamo difronte ad una postazione che pur rientrando nei canoni della sicurezza sul lavoro e delle produzione, pur essendo funzionale, è causa di manifestazioni di mal di schiena sul posto di lavoro.

Perchè capita questo? Le cause sono da ricercarsi nella specificità di un lavoro. Tutto ciò invetivabilmente porta al mantenimento di una postura o ancora peggio alla ripetizione di un gesto per tutta la durata dell’orario lavorativo. Tanto più una postazione è funzionale per la produzione, quanto più il dipendente sarà portato ad eseguire gli stessi movimenti.

Ad oggi quindi possiamo affermare che la specificità di un posto di lavoro è anch’essa causa dell’insorgenza di una dolenza. Il mal di schiena è forse la più comune delle problematiche. In realtà all’interno di una catena di montaggio dove un operaio porta un elemento sempre verso uno scaffale posto alla sua destra, la dolenza potrà manifestarsi con infiammazioni sulla spalla o gomito destro.

Quali sono le soluzoni

Sicuramente il primo e più importante accorgimento per prevenire il mal di schiena sul lavoro è quello di ridurre il più possibile la sedentarietà. Naturalmente non è possibile ogni 5/10 minuti interrrompere il lavoro per camminare un pò, lì dove siamo seduti alla scrivania. Oppure sedersi, lì dove la nostra postazione è da in piedi.

Quello che possiamo consigliare è di cambiare continuamente la postazione se possibile. Ad esempio nella classica postazione con scrivania e pc, la soluzione non sarà quella di avere tastiera e monitori perfettamente avanti a noi facendo attenzione a mantenere la schiena eretta e le spalle dritte. Inevitabilemnte il mantenimento per lungo tempo di tale posizione, se pur “corretta” anatomicamente parlando, porterè all’utilizzo constante di catene muscolari e scarico di altre. E questo è un male. Tutti i muscoli hanno bisogno di esser stimolati in pari misura.

La soluzione tipo sarà quella di cambiare ogni giorno (se non addirittura non 2/3 ore)  alcuni piccoli elementi della postazione. Posizione del monitor, posizione della tastiera, altezza della seduta della sedia, inclinazione dello schienale, distanza del corpo dalla scrivania. Queste sono tutte piccole variazioni che stimolano constantemente l’interazione di catene muscolari che non devono mai accomodarsi ad un unico equilibrio.

Non esiste la posizione perfetta. Esiste la continua interazione delle parti che nel loro dinamismo trovano il loro equilibrio.

L’esempio delle Aziende Multinazionali

E’ un dato di fatto che le aziende multinazionali, sempre di più oggi, investano su progetti di salute legati al posto di lavoro. Realtà affermate come Nike, Google o Apple sopratutto per quel che concerne i lavori sedentari, affiancono all’ambiente prettamente di ufficio, spazi comuni dove il dipendente riesce a ricavare del tempo per la propria forma fisica.

Naturalmente questi colossi del business, precursori delle nuove frontiere in ambinto lavorativo, possono permettersi investimenti importanti per la creazione di palestre con attrezzature all’avanguardia… ma ovviamente non tutte le aziende hanno un budget da dedicarvi.

La proposta dello Studio MPA

Da qualche anno a questa parte le aziende sul territorio torinese hanno trovato una soluzione.

Un servizio sostenibile che è in grado di contenere il disagio figlio di un’atmosfera negativa. Da una parte il dipendente che non si sente tutelato e dall’altra il datore di lavoro che vede la riduzione della produttività generata dall’assenza del dipendente stesso.

Lo Studio MPA fornisce direttamente un servizio di tutela della salute sul posto di lavoro. Non si appoggia a fondi di assistenza che presentano una burocrazia articolata e parametri di liquidazione tendenzialmente rigidi.

L’ideatore di questo servizio, il Prof. Alessi Samuele, propone a livello aziendale una convenzione diretta, dove il singolo dipendente può beneficiare di un tot di sedute all’anno, sia che si manifesti una dolenza fisica, sia che questa non si manifesti. Quindi prevenzione e/o recupero.

“L’obiettivo”, dice il Prof. Alessi, “è quello di poter mantenere attraverso un numero di sedute di osteopatia o massoterapia garantite, una condizione di benessere, prevenendo cosi il classico mal di schiena sul lavoro.

Allo stesso modo, lì dove un problema posturale o un infortunio si possano manifestare, lo stesso numero di sedute garantite, potrà esser effettuato per la risoluzione della problematica.

Perchè lo Studio MPA

Il punto di forza di questo progetto, attivato dallo studio MPA, è che:

  • non esistono intermediari,
  • nessuna limitazione legata alla problematica (la maggiorparte dei fondi non liquida protocolli per problematiche infiammatorie ma solo traumi ed infortuni),
  • non esistono procedure articolate per l’apertura del sinistro.

Esiste solo un problema è la ricerca tempistiva della sua risoluzione.

Vorremmo terminare con il commmento di un imprenditore che ha provato questo genere di servizio:

questo progetto  genera un senso di attenzione aziendale nei confronti del dipendente che si sente facente parte di un team e per tale motivo può usufruire di benefit reali e tangibile. Diventa un interesse comune, perchè un dipendente in salute è sinonimo di un’azienda sana”.

 

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